“SWEET FOXHOUND” di The House Flies
- Federico

- 29 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Le ombre si muovono irrequiete in Sweet Foxhound, l'ultima uscita della band post-punk gotica del Midwest The House Flies. La traccia emerge come una figura notturna, inquietante ma seducente, trascinando gli ascoltatori nella sua atmosfera di tensione e liberazione. Chitarre stratificate luccicano e cova, le linee di basso pulsano con un costante disagio e le voci scivolano attraverso il mix con distacco ipnotico, creando un paesaggio sonoro che sembra allo stesso tempo cinematografico e urgente. Scritto all'indomani delle sessioni che hanno prodotto Mannequin Deposit e ora pienamente realizzato con la formazione ampliata della band, il singolo occupa uno spazio liminale tra echi passati e intenzioni future. Introduce il chitarrista Burnie Eckardt nell'ovile, il cui arrivo ispessisce il tessuto sonoro insieme ad Alex Riggen, Ozzie Woods e Nick Pompou. Insieme, i quattro pezzi modellano un suono più scuro ed espansivo, intrecciando trame che aumentano sia la profondità che l'intensità.
Ciò che distingue Sweet Foxhound è la sua capacità di trasmettere sia immediatezza che pazienza. La sua spinta non vacilla mai, ma all'interno del suo ritmo si trova una corrente sotterranea di moderazione, come se trattenesse qualcosa appena fuori portata. Il risultato è una canzone che sembra un sogno irrequieto, abbastanza melodica da invitare, abbastanza inquietante da indugiare. La traiettoria delle mosche della casa ha sempre avuto un equilibrio tra atmosfera e bordo. Il loro EP di debutto Glimmer (2023) ha introdotto la loro estetica intrisa di ombre, mentre Mannequin Deposit (2024) ha ampliato la loro visione in una dichiarazione di ambizione a tutta lunghezza. Con Sweet Foxhound, la band distilla quel viaggio in un'uscita singolare, che riflette sia la raffinatezza del loro mestiere che la promessa di ciò che ci aspetta.
Come pezzo autonomo, il singolo funziona sia come culmine che come soglia. Incapsula l'atmosfera dura che ha definito la band finora mentre suggerisce il corpo più pesante e coinvolgente del lavoro ora in corso. In questo modo, Sweet Foxhound è meno una pausa tra gli album che un segnale di transizione, un promemoria che The House Flies continua ad evolversi, approfondendo la loro tavolozza di trame gotiche e urgenza post-punk. Sospeso tra l'ombra e lo slancio, Sweet Foxhound è un inquietante passo avanti. Si sofferma non solo come canzone ma come presagio, indicando il prossimo capitolo della narrazione in corso di The House Flies.




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