“Planet B” di Energy Whores
- Ester

- 8 giu
- Tempo di lettura: 2 min

“Planet B” di Energy Whores è un brano avant-electro carico e urgente, capace di trasformare l'ansia ambientale in qualcosa di cinematografico e, al contempo, inquietantemente umano. Nato dalla frustrazione, dall'incredulità e dalla preoccupazione per la crisi climatica in corso, il brano affronta la crescente fantasia culturale di una fuga — che si tratti di colonizzare Marte, di ricorrere a soluzioni tecnologiche o di immaginare "pianeti di riserva". Invece di considerare queste idee come innocue speculazioni, il brano le inquadra come sintomi di negazione, evidenziando la contraddizione tra la nostra ricerca di alternative e l'incapacità di proteggere l'unico mondo abitabile che possediamo realmente.
Dal punto di vista musicale, “Planet B” punta su atmosfera e respiro ampio, mantenendo al contempo un senso di movimento e tensione. La fusione di musica elettronica, art rock e sound design stratificato crea un ambiente ricco di sfumature, più immersivo che puramente ritmico. Lungi dal separare il messaggio dalla musica, il brano li fonde in un'esperienza unica in cui il suono diventa parte integrante del discorso. Elementi elettronici pulsanti e sonorità cinematografiche conferiscono urgenza al pezzo, mentre i passaggi più dilatati lasciano spazio alla riflessione. Il risultato è un brano che sembra tendere costantemente verso una presa di coscienza, come se la musica stessa cercasse di scuotere l'ascoltatore. La struttura è ballabile ma carica di intenzionalità, in un equilibrio tra accessibilità e profondità concettuale.
Nella sua essenza, Energy Whores opera sia come progetto musicale che come forma di commento critico. Guidato da Carrie Schoenfeld, con il contributo di Attilio Valenti e del produttore/sound designer Grant (NYC), il progetto si fonda su una narrazione che non teme di affrontare realtà scomode. “Planet B” riflette chiaramente questa filosofia, utilizzando l'avant-electro — genere in cui la band si riconosce — come veicolo di critica e coinvolgimento emotivo. Il brano si inserisce perfettamente in un catalogo più ampio che esplora temi quali tecnologia, politica e collasso ambientale, distinguendosi tuttavia per l'attenzione specifica all'urgenza ecologica. Più che offrire una soluzione, lascia l'ascoltatore con una domanda semplice ma impossibile da ignorare: se non c'è una seconda Terra ad attenderci, perché continuiamo ad agire come se ci fosse?




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