“Ordinary Means” di Ryan Yingst
- Federico

- 8 ore fa
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“Ordinary Means” di Ryan Yingst è una riflessione silenziosamente potente sulle difficoltà, i sacrifici e la bellezza spesso trascurata che caratterizzano la vita degli artisti indipendenti. Piuttosto che raccontare una storia esclusivamente personale, Yingst costruisce il brano a partire dalle conversazioni e dalle esperienze condivise da altri musicisti, persone che dedicano se stesse alla propria arte mentre affrontano la realtà di guadagnarsi da vivere attraverso la musica. La canzone mette in discussione la tendenza a misurare il valore artistico attraverso popolarità, numeri, finanziamenti o visibilità. Per molti piccoli artisti, il lavoro più significativo avviene lontano dai grandi palcoscenici e dalle grandi platee. Può nascere nei bar, nei ristoranti, nelle stazioni della metropolitana, nei piccoli locali o in qualsiasi luogo in cui un artista sia disposto a esibirsi. Yingst cattura la tensione di dare tutto alla musica continuando, allo stesso tempo, a essere trattati come se il proprio lavoro fosse soltanto un hobby. Ciò che rende “Ordinary Means” particolarmente efficace è la sua semplicità. Yingst ha scritto, arrangiato, registrato e mixato personalmente il brano, creando un suono che rimane vicino alla sensazione di un’esibizione dal vivo.
Chitarra e voce sono state registrate insieme in un’unica take nel suo home studio di Philadelphia, preservando quelle imperfezioni e quella spontaneità che possono talvolta scomparire attraverso una produzione eccessivamente elaborata. L’armonica di Eoin Kelly aggiunge un ulteriore elemento caratteristico. Registrata con una notevole componente di improvvisazione, completa la canzone senza sovrastarne il messaggio centrale. Le armonizzazioni vocali sovrapposte da Yingst conferiscono calore al ritornello, mentre Michael Cumming di Treacle Mine Recording ha aggiunto una particolare impronta analogica masterizzando il brano su nastro. L’influenza di artisti come Townes Van Zandt, Bob Dylan, Theo Katzman e Gregory Alan Isakov si percepisce nell’approccio diretto alla scrittura e nell’onestà emotiva della canzone. Tuttavia, la fonte d’ispirazione più importante rimane la comunità di piccoli artisti che Yingst ha incontrato durante i suoi anni di attività, in particolare durante il periodo trascorso a Nashville.
“Ordinary Means” arriva inoltre in un momento interessante per la musica, in cui la tecnologia e la produzione assistita dall’intelligenza artificiale continuano a trasformare il modo in cui l’arte viene creata e vissuta. In questo contesto, Yingst sceglie deliberatamente di abbracciare l’imperfezione umana. Anche l’artwork fisico legato al progetto, realizzato con la tecnica della linoleografia dalla sua fidanzata Madison, rafforza il carattere artigianale del progetto. L’idea alla base della canzone richiama il famoso esperimento nella metropolitana di Joshua Bell, nel quale un talento musicale straordinario venne collocato in un ambiente ordinario e passò in gran parte inosservato. Yingst invita allo stesso modo gli ascoltatori a ripensare ai luoghi in cui si aspettano di trovare la bellezza. “Ordinary Means” non è tanto una richiesta di riconoscimento quanto un invito a prestare maggiore attenzione. Ricorda che la grande arte non arriva necessariamente accompagnata da grandi pubblici, numeri impressionanti o contesti prestigiosi. A volte è semplicemente lì, eseguita da qualcuno che continua a creare perché non riesce a immaginare di fare altro.




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