“KosmoX” di Baïki
- Ester

- 8 giu
- Tempo di lettura: 2 min

“KosmoX” di Baïki è un brano rock incisivo e stimolante che utilizza l'idea dell'esplorazione spaziale come specchio per riflettere le abitudini più antiche e scomode dell'umanità. Scritto da Phil, originario di Charleroi, e plasmato grazie al lavoro di produzione presso lo Studio La Rivière di Lasne, il brano pone la sua domanda centrale con inquietante chiarezza: gli esseri umani sono capaci di vivere senza un nemico da odiare, o il conflitto è parte essenziale della nostra identità? Invece di considerare lo spazio come una frontiera di speranza, il brano lo presenta come un'estensione dei comportamenti terrestri: espansione, dominio e ripetizione degli stessi cicli distruttivi da cui non riusciamo a liberarci sul nostro pianeta.
Ciò che conferisce peso a “KosmoX” è il modo in cui collega l'ambizione tecnologica alla stagnazione morale. La canzone suggerisce che, mentre l'umanità avanza rapidamente nella scienza, nell'ingegneria e nel sogno di colonizzare altri mondi, rimane emotivamente ed eticamente immatura. L'idea di “ricominciare da capo” altrove viene smascherata come un'illusione, una narrazione rassicurante che evita il compito più arduo di affrontare le disuguaglianze, il consumo eccessivo e i danni ambientali qui, a casa nostra. Anche la provocatoria ipotesi di unirsi contro gli “alieni” mette in luce una verità scomoda: l'umanità spesso si affida a contrapposizioni inventate per mantenere la coesione. Il videoclip rafforza questo concetto attraverso una rappresentazione volutamente spensierata della colonizzazione planetaria, creando un contrasto tra immagini giocose e sottotesti tematici seri.
Sia musicalmente che concettualmente, l'identità di Baïki affonda le radici in una narrazione consapevole. Come progetto rock belga impegnato – con all'attivo diversi album, un EP e una serie di singoli multilingue – la band sposa l'idea che le canzoni debbano veicolare un significato che vada oltre il semplice intrattenimento superficiale. “KosmoX” si inserisce perfettamente in questa filosofia, fondendo l'energia del rock con una critica testuale diretta e concreta, tutt'altro che astratta. L'approccio multilingue della band – che alterna francese, inglese e altre lingue nelle sue opere – contribuisce a dare un respiro globale, sottolineando come le tematiche affrontate non siano confinate a una singola cultura o regione. Con un nome derivato dalla parola polacca “bajki” (che significa racconti o storie), Baïki si propone come narratore delle contraddizioni moderne. In “KosmoX”, questa narrazione si trasforma in un monito: se l'umanità porterà con sé i propri difetti tra le stelle, il futuro rischia di diventare semplicemente una versione ingigantita del passato.




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